24 novembre 2008

Settimana di anteprime per Mamma mammazza al Teatro di ringhiera di via Boifava 16. Dal 2 al 21 dicembre repliche ogni sera. Scaricate qui il programma di sala.
E' iniziato anche, in occasione delle repliche dello spettacolo, il Laboratorio Anteprima.
Si tratta di un progetto sperimentale destinato a 30 Studenti universitari provenienti da diverse discipline ed Atenei milanesi. L'obiettivo è quello di costruire uno spazio di scambio approfondito tra la compagnia ed i partecipanti sui temi e sui modi dello spettacolo nel passaggio dal testo scritto alla rappresentazione e al successivo confronto col pubblico. Gli studenti partecipanti forniranno un feedback su come il lavoro viene percepito dagli spettatori, per riflettere assieme sulla capacità del teatro di affrontare dinamiche problematiche e sull’evoluzione dello spettacolo nel corso delle recite.

30 ottobre 2008

Ecco una vista di Mosca. Sono qui da quasi due settimane. Il lavoro dell'Accademia al Teatro Maly procede molto bene,  ma altri segnali sono invece inquietanti. Per due volte in questi giorni, mentre guardavo rai-news 24, il canale di notizie internazionale della rai, lo schermo si è tinto di un bel blu intenso. Guarda caso è successo quando davano la notizia delle proteste qui a Mosca in occasione di due ricorrenze: la morte della Politkovskaja e la strage del Teatro Dubrovka... la censura funziona persino meglio che da noi. O forse solo in maniera meno subdola, in fondo. Schermo blu. non si passa. E questo mentre leggo dei ragazzi delle università picchiati dalla polizia a Roma. Brutti tempi, questi, davvero. Blu notte...

13 ottobre 2008


"Artemisia, le tinte forti della passione"
di Aquilino.
Lettura scenica al Museo Borgogna di Vercelli.
Nelle foto Marta Comerio e -all'arpa- Sara Bertucelli.

12 ottobre 2008

"Artemisia, le tinte forti della passione" di Aquilino, 
con Marta Comerio. Regia di Stefano de Luca. 

E' andata in scena in serata unica al Museo Borgogna di Vercelli questa lettura scenica su drammaturgia di Aquilino.  Produzione Lupusagnus.

"Il museo Borgogna è certamente uno scenario d’eccezione per ospitare questa nostra rievocazione della altrettanto eccezionale vicenda umana ed artistica di Artemisia. Fin dal primo sguardo abbiamo sentito che proprio qui -tra questi colori, tra queste tele- il racconto di Artemisia prenderà magicamente vita. E ci commuoverà. Non serve altro, l’atmosfera è lì, palpabile. L’arpa  di Sara Bertucelli accompagnerà la voce recitante di Marta Comerio, capace di evocare le tinte forti della passione. Con particolare emozione abbiamo osservato la Sacra Famiglia dipinta dal padre Orazio. Che sarà lì, a pochi passi. Perchè proprio al padre spesso si rivolgerà Marta/Artemisia, tra rabbia e amore, tra devozione filiale e disperato slancio di indipendenza. Straordinaria vicenda di un padre e  di sua figlia che sono anche fratelli nell’arte."
Stefano de Luca
(Nella foto "Susanna e i vecchioni" di Artemisia Gentileschi)

04 ottobre 2008

Tornato da qualche giorno da Quito, Ecuador. Ennesimo viaggio dell'Arlecchino. 
"Le condizioni erano abbastanza estreme, sia dal punto di vista tecnico che da quello ambientale.
La luce che andava via durante le prove. I candelabri riportati in scena come nell'edizione dell'addio. Un teatro decadente e pieno di atmosfera come una enorme cattedrale. Il fiatone di tutti dietro le maschere. La prima sera è stata una battaglia. Vinta per volontà, prima di tutto quella -veramente inarrivabile- di Ferruccio. Veramente un esempio di  professionalità e di  volontà.  Fantastico. Abbiamo sofferto il teatro  enorme e  pieno solo a  metà,  la distanza  dal pubblico  e  il freddo assurdo. Ma abbiamo portato a casa  la  contentezza e l'emozione del pubblico..."
Ma le cose vanno tanto in fretta che non c'è tempo di scrivere e raccontare. Riunioni e incontri per il progetto Darwin. Riprese video per Mamma mammazza. E il lavoro di preparazione per l'Accademia di Commedia dell'Arte che inizia a Mosca il 20 di questo mese. Per non parlare degli altri progetti per il futuro che già si affacciano all'orizzonte. Mmh, bisogna fare un passo alla volta... e io come sempre procedo a salti!

10 settembre 2008

Ieri sera ho visto uno spettacolo bellissimo. Succede così raramente, ormai, di vedere qualcosa di veramente significativo. Qualcosa che ti faccia dire: Ecco, sì! Il teatro è vivo, il teatro è ancora qualcosa che davvero parla di noi, dei nostri sentimenti, dei sogni, delle nostre paure! Qualcosa che ci commuove e ci fa sentire che ancora non tutto è perduto.

NEVA è lo spettacolo di esordio della compagnia cilena Teatro en el blanco, nata nel 2004. Composta dal regista-autore Guillermo Calderòn e da tre generosi e straordinari attori: Tirnidad Gonzales (nella foto a sin), Paula Zuniga e Jorge Becker (ai lati nella foto in basso). Racconta la storia di Olga Knipper, la moglie di Anton Checov. Sei mesi dopo la morte del marito, vittima della tubercolosi, si allontana per una settimana dal Teatro d’Arte di Mosca, dov’è prima attrice, per provare in un teatro di San Pietroburgo.

Arriva in città in mezzo alla turbolenza rivoluzionaria dell’inverno del 1905. Proprio in quel giorno, le truppe zariste hanno represso selvaggiamente una massiccia manifestazione e hanno ucciso centinaia di persone nella fatidica giornata che in seguito sarà chiamata “ La domenica di Sangue”. Mentre Olga aspetta che arrivi il resto del cast racconta agli altri due attori presenti (gli unici che arriveranno) della suo terribile senso di colpa per aver vissuto lontano da Anton durante la sua malattia. Colpa che la paralizza al punto di impedirle di recitare. Chiede ai due attori che sono con lei di provare a recitare la morte di Checov. L’infruttuoso sforzo diventa lo spunto per discussioni sul teatro, la politica e soprattutto sull’amore. Tuttavia, quanto si può e si deve parlare dell’amore e del teatro in un momento storico come quello?

Neva (il nome del fiume principale di San Pietroburgo) parla di noi. Si interroga sul teatro, sulla sua necessità. Sulla sua relazione con la società. Ed è la prova concreta che per fare il teatro non c'è bisogno di molto. Oddio, tre attori straordinari e un testo ben scritto e sorretto da una urgenza autentica non sono certo poco! Oltre a una regia intensa e "invisibile". Poetico, struggente. Bellissimo, da non perdere assolutamente! Lo spettacolo sarà a Roma al Teatro India nei prossimi giorni e poi a Napoli.

Muchas gracias a Trinidad, Paula, Jorge e Guillermo! Per le emozioni e per la bellissima serata dopo lo spettacolo. Sono sicuro che è l'inizio di una amicizia e di una collaborazione. Cuidense y que le vaya bien!

08 settembre 2008


"La rabbia di Pasolini", l'ipotesi di ricostruzione della versione originale del film di Pier Paolo Pasolini, realizzata da Giuseppe Bertolucci da un'idea di Tatti Sanguineti, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2008. Questo è il trailer, tratto dal canale YouTube della Cineteca del Comune di Bologna. Da vedere assolutamente.

"Cos'è successo nel mondo, dopo la guerra e il dopoguerra? La normalità.
Già, la normalità. Nello stato di normalità non ci si guarda intorno: tutto, intorno si presenta come "normale", privo della eccitazione e dell'emozione degli anni di emergenza. L'uomo tende ad addormentarsi nella propria normalità, si dimentica di riflettersi, perde l'abitudine di giudicarsi, non sa più chiedersi chi è.
È allora che va creato, artificialmente, lo stato di emergenza: a crearlo ci pensano i poeti. [...]
Cos'è che rende scontento il poeta?
Un'infinità di problemi che esistono e nessuno è capace di risolvere: e senza la cui risoluzione la pace, la pace vera, la pace del poeta, è irrealizzabile.
Per esempio: il colonialismo. Questa anacronistica violenza di una nazione su un'altra nazione, col suo strascico di martiri, di morti.
O: la fame, per milioni e milioni di sottoproletari.
O: il razzismo. Il razzismo come cancro morale dell'uomo moderno, e che, appunto come il cancro, ha infinite forme. E' l'odio che nasce dal conformismo, dal culto della istruzione, dalla prepotenza della maggioranza. E' l'odio per tutto ciò che e' diverso, per tutto ciò che non rientra nella norma, e che quindi turba l'ordine borghese. Guai a chi è diverso! questo il grido, la formula, lo slogan del mondo moderno. Quindi odio contro i negri, i gialli, gli uomini di colore: odio contro gli ebrei, odio contro i figli ribelli, odio contro i poeti. [...]
Sembra non esservi soluzione da questa impasse, in cui si agita il mondo della pace e del benessere. Forse solo una svolta imprevista, inimmaginabile... una soluzione che nessun profeta può intuire... una di quelle sorprese che ha la vita quando vuole continuare... forse... Forse il sorriso degli astronauti: quello forse, è il sorriso della vera speranza, della vera pace. Interrotte, o chiuse, o sanguinanti le vie della terra, ecco che si apre, timidamente, la via del cosmo."

P. Pasolini

04 settembre 2008

Settembre. Ricomincio a scrivere di teatro. Il che fa bene, sicuramente. Perlomeno a me che scrivo :) Ne approfitto per salutare tutti gli amici che ogni tanto vengono a leggere questo blog! Che a volte serve proprio a tenersi in contatto con amici lontani ma più spesso serve semplicemente a tenermi in contatto con me stesso. E con le cose che faccio. O quelle che dovrei fare! Di ritorno da un'estate contraddittoria, sto lavorando a molte cose contemporaneamente. Impegni che mi occuperanno per tutta la prossima stagione. 

In primo luogo lo spettacolo su Charles Darwin. Il materiale è interessantissimo, e sterminato.  Così leggo e studio molto nel tentativo di attenuare la mia crassa ignoranza sull'evoluzionismo e per costruire una serie di temi di lavoro per lo spettacolo, oltre che una base drammaturgica.  L'idea della scena è già avviata. Ne ho discusso ieri con Marco Rossi, che la  realizzerà sicuramente benissimo. Un'idea di spazio semplice, come sempre. In questi giorni vorrei incontrare i cinque protagonisti dello spettacolo. Giovani attori diplomati lo scorso anno alla scuola del Piccolo. Ma di questo scriverò e racconterò man mano che il lavoro procede e si precisa.


Abbiamo cominciato le prove del secondo spettacolo di LUPUSAGNUS. Ancora un testo di Aquilino, dopo il nostro debutto con Mamma mammazza. (Che presenteremo -inseriti nella stagione del Piccolo Teatro- al Teatro di Ringhiera di Milano). Anche questo secondo testo è fortissimo per la tematica, forse ancor più che quello precedente. Non anticipo niente, a parte l'immaginetta a lato. A giorni titolo e contenuti, sia qui che sul sito di LUPUSAGNUS.

Terzo impegno è l'Accademia di Commedia dell'Arte, che aprirà i suoi lavori a Mosca in ottobre. Ho lavorato al programma e sono sicuro che sarà una straordinaria esperienza di approfondimento, dopo anni di Arlecchino. Anche qui si apre un campo di studio sterminato. Dunque anche di questo scriverò più avanti in maniera approfondita.

Ecco qua. L'estate è già alle spalle con le gioie e le malinconie di una stagione più che mai fugace. Chiudo questo post sbilenco con una bella citazione di Daisaku Ikeda sullo "spirito poetico". Ne farò la mia guida per questa ripresa del mio lavoro e delle cose della vita:
"Lo spirito poetico fa parte di ogni impresa umana e permette di percepire con l'intuito l'intimo legame che lega il singolo essere umano a tutti gli altri e all'intero universo. Poeta è colui che dà voce a questa realtà interiore. Tutti dobbiamo essere poeti, per salvare il mondo."

11 agosto 2008

Di tanta e così spessa oscurità
Da farvi credere che più non vedreste
Stendendo appena oltre la spalla il vostro braccio,
Non sapevo che un’unica ma più che certa cosa:
Che conteneva volontà omicide
Innumerevoli, smisurate

Il vettovagliamento, un incubo in più
Un mostro piccolo che si agita nell’immane,
La guerra. Davanti a noi, di fianco, dietro
Dappertutto: dei bruti. Con la pendente
condanna a morte, una voglia sola,
Enorme – poter dormire – ci dominava.
Anche nel trangugiare, il tempo
lo sforzo ci tormentava.
Un tratto di rigagnolo, un pezzo di muro
ci pareva, talvolta, di distinguerli.
Gli odori ci aiutavano a ritrovare
La fattoria, per i villaggi abbandonati
nella notte di guerra ritornavano cani.
Ed è l’odore della merda la guida migliore.

Nella notte del villaggio in guerra
L’aiutante maggiore custodiva il suo branco,
I destinati animali umani
Al mattatoio immenso, spalancato

Louis Ferdinand Céline (1894-1961)
da Viaggio al termine della notte,
una ri-composizione di Guido Ceronetti

26 luglio 2008

Ottanta anni fa nasceva Stanley Kubrik. Il più grande di tutti. Per ricordarlo - e per vincere tutte le malinconie di questa giornata(!) - mi rivedo "Orizzonti di gloria" e "Il dottor Stranamore". Il lavoro di Kubrik -ci penso per la prima volta in questo momento- mi ricorda quello di Strehler. Ogni suo film, come ogni spettacolo del mio maestro, può essere visto e rivisto mille volte, e rivelare sempre dettagli nuovi, nuove prospettive, come fosse costituito da infiniti strati sovrapposti. Infiniti livelli di lettura. Questa è caratteristica dell'arte. E' viva. Risuona insieme a te e continua a parlarti attraverso il tempo. Ogni film di Kubrik, così come ogni spettacolo di Strehler può essere visto e studiato come un manuale di regia.

"A volte la verità di una cosa non sta tanto nel pensiero di essa, quanto nel modo di sentirla".
Stanley Kubrik

21 luglio 2008

Ho ricevuto una bella lettera da Giovanni. La pubblico qui, col suo permesso. Mi pare un esempio molto bello di come a volte -senza averne piena consapevolezza- col nostro lavoro, con le nostre azioni, piantiamo dei semi nei cuori delle persone. Senza sapere che frutti daranno questi semi e neppure se e quando si manifesteranno. Causa ed effetto. Fantastico. Grazie a te Giovanni! Non sarà mica un caso che di cognome ti chiami Gioia!?!

Ciao Stefano,
mi chiamo Giovanni, sono un ragazzo napoletano.
Una sera dello scorso dicembre mi aggiravo per le strade di Budapest e la mia attenzione veniva catturata dell'insegna di un teatro ( da qualche anno mi sono trasferito a Milano e studio recitazione all'Accademia professionale del Centro teatro attivo perciò tutto ciò che sa di teatro mi cattura letteralmente). Uno striscione sormontava la strada "Napolyi kisertetek... E. de Filippo"...
Mi trovavo in un periodo abbastanza incasinato per motivi personali ma quella cosa mi toccò interiormente.
Era come se un pezzo di casa mia mi stesse vicino...
Ti scrivo questa mail per ringraziarti a nome della mia Napoli (quella bella).
Avrei voluto farlo prima ma solo oggi, per caso, sono capitato sul tuo profilo youtube e sono riuscito (sempre per caso) a risalire al tuo sito.
Ti saluto e ti auguro un felice successo di carriera.
Magari se passi da Milano con uno dei tuoi spettacoli avvisami che vengo ad assistevi in prima fila!

Un sincero grazie ancora...

Saluti

Giovanni Gioia

 Post del primo luglio 2023. Il tempo passa. Olivia, che non era neppure un pensiero, ha già cinque anni.