07 dicembre 2008

Altra recensione! Di Mauro Lupoli su Teatroteatro.it

Ecco l'incipit:
Mamma Mammazza è un lavoro che si potrebbe definire cattivo, ammesso che questo genere esista in teatro, che analizza la follia umana nel suo lato peggiore, si avvicina all'orrore ed induce ad una riflessione su vizi, perversioni, mostruosità  e intrinseche storture dei legami familiari. Le moderne statistiche hanno impiegato più di duemila anni per dimostrare il teorema dei tragici greci: ovvero, i peggiori delitti nascono sempre in famiglia. 



Il resto dell'articolo sul sito di TeatriTeatri.it
Un grazie a Mauro Lupoli e al sito!
Altro articolo. Di Roberto Borghi su IL GIORNALE:
Teatro «Mamma mammazza», quando la tv è il male
«Mamma mammazza» è un cabaret feroce, un reality truculento ambientato fra le mura domestiche, uno spettacolo in cui si ride di gusto, ma senza che la comicità attenui gli aspetti conturbanti del testo di Aquilino. La trama ha uno svolgimento tanto lineare quanto assurdo. Piero, un trentenne con turbe adolescenziali, esibisce in un parco pubblico le sue «vergogne di uomo» a una runner. La ragazza lo denuncia e si mette sulle sue tracce. Piero cerca rifugio nella propria casa, dove lo attende una madre simile nell’aspetto a Crudelia de Mon e nell’animo a Medea. A darle man forte c’è Chiara, la sorella di Piero, che lo consegna alla polizia. A punire il reo confesso sarà comunque la madre che lo ucciderà a colpi di martello. «Mamma mammazza» è una farsa efficace sul lato demoniaco dell’ambiente domestico: il desiderio di protagonismo mediatico è il vero motore dell’azione. 
Roberto Borghi
Link alla pagina de Il Giornale
Sul sito NOKOSS, progetti, idee e culture alternative è uscito un bell'articolo di Anna Vallarino sulla nostra MAMMAZZA. 
Inizia così: "La madre assassina è un tema mai abbandonato e sempre rivisitato . Nuove Medee si accalcano sulla scena e chiedono di essere ascoltate. Ora è la volta di una madre di una periferia cittadina che, esasperata e sadica, giunge a compiere le azioni più estreme."
Ringraziamo e pubblichiamo il LINK ALL'ARTICOLO

04 dicembre 2008

Tanto che non scrivo sul blog. Mancanza di tempo. Mammazza ha debuttato ieri in modo ufficiale, dopo la settimana di anteprime legate al progetto Laboratorio Anteprima di cui avevo già scritto. Il laboratorio è stato una bellisima esperienza e di questo voglio ringraziare tutti i partecipanti, di cuore. Cominciano poi ad arrivare le prime recensioni. Tra le promissime questa di Sara Trecate sul sito TEATRIMILANO.IT. Ne riporto le prime righe: "La casa dovrebbe essere un luogo ospitale, in famiglia ci si dovrebbe sentire al sicuro, invece in questa assurda storia la famiglia accusa, umilia e tortura uno dei suoi membri..."
Il seguito lo leggete sul sito di TEATRIMILANO 

24 novembre 2008

Settimana di anteprime per Mamma mammazza al Teatro di ringhiera di via Boifava 16. Dal 2 al 21 dicembre repliche ogni sera. Scaricate qui il programma di sala.
E' iniziato anche, in occasione delle repliche dello spettacolo, il Laboratorio Anteprima.
Si tratta di un progetto sperimentale destinato a 30 Studenti universitari provenienti da diverse discipline ed Atenei milanesi. L'obiettivo è quello di costruire uno spazio di scambio approfondito tra la compagnia ed i partecipanti sui temi e sui modi dello spettacolo nel passaggio dal testo scritto alla rappresentazione e al successivo confronto col pubblico. Gli studenti partecipanti forniranno un feedback su come il lavoro viene percepito dagli spettatori, per riflettere assieme sulla capacità del teatro di affrontare dinamiche problematiche e sull’evoluzione dello spettacolo nel corso delle recite.

30 ottobre 2008

Ecco una vista di Mosca. Sono qui da quasi due settimane. Il lavoro dell'Accademia al Teatro Maly procede molto bene,  ma altri segnali sono invece inquietanti. Per due volte in questi giorni, mentre guardavo rai-news 24, il canale di notizie internazionale della rai, lo schermo si è tinto di un bel blu intenso. Guarda caso è successo quando davano la notizia delle proteste qui a Mosca in occasione di due ricorrenze: la morte della Politkovskaja e la strage del Teatro Dubrovka... la censura funziona persino meglio che da noi. O forse solo in maniera meno subdola, in fondo. Schermo blu. non si passa. E questo mentre leggo dei ragazzi delle università picchiati dalla polizia a Roma. Brutti tempi, questi, davvero. Blu notte...

13 ottobre 2008


"Artemisia, le tinte forti della passione"
di Aquilino.
Lettura scenica al Museo Borgogna di Vercelli.
Nelle foto Marta Comerio e -all'arpa- Sara Bertucelli.

12 ottobre 2008

"Artemisia, le tinte forti della passione" di Aquilino, 
con Marta Comerio. Regia di Stefano de Luca. 

E' andata in scena in serata unica al Museo Borgogna di Vercelli questa lettura scenica su drammaturgia di Aquilino.  Produzione Lupusagnus.

"Il museo Borgogna è certamente uno scenario d’eccezione per ospitare questa nostra rievocazione della altrettanto eccezionale vicenda umana ed artistica di Artemisia. Fin dal primo sguardo abbiamo sentito che proprio qui -tra questi colori, tra queste tele- il racconto di Artemisia prenderà magicamente vita. E ci commuoverà. Non serve altro, l’atmosfera è lì, palpabile. L’arpa  di Sara Bertucelli accompagnerà la voce recitante di Marta Comerio, capace di evocare le tinte forti della passione. Con particolare emozione abbiamo osservato la Sacra Famiglia dipinta dal padre Orazio. Che sarà lì, a pochi passi. Perchè proprio al padre spesso si rivolgerà Marta/Artemisia, tra rabbia e amore, tra devozione filiale e disperato slancio di indipendenza. Straordinaria vicenda di un padre e  di sua figlia che sono anche fratelli nell’arte."
Stefano de Luca
(Nella foto "Susanna e i vecchioni" di Artemisia Gentileschi)

04 ottobre 2008

Tornato da qualche giorno da Quito, Ecuador. Ennesimo viaggio dell'Arlecchino. 
"Le condizioni erano abbastanza estreme, sia dal punto di vista tecnico che da quello ambientale.
La luce che andava via durante le prove. I candelabri riportati in scena come nell'edizione dell'addio. Un teatro decadente e pieno di atmosfera come una enorme cattedrale. Il fiatone di tutti dietro le maschere. La prima sera è stata una battaglia. Vinta per volontà, prima di tutto quella -veramente inarrivabile- di Ferruccio. Veramente un esempio di  professionalità e di  volontà.  Fantastico. Abbiamo sofferto il teatro  enorme e  pieno solo a  metà,  la distanza  dal pubblico  e  il freddo assurdo. Ma abbiamo portato a casa  la  contentezza e l'emozione del pubblico..."
Ma le cose vanno tanto in fretta che non c'è tempo di scrivere e raccontare. Riunioni e incontri per il progetto Darwin. Riprese video per Mamma mammazza. E il lavoro di preparazione per l'Accademia di Commedia dell'Arte che inizia a Mosca il 20 di questo mese. Per non parlare degli altri progetti per il futuro che già si affacciano all'orizzonte. Mmh, bisogna fare un passo alla volta... e io come sempre procedo a salti!

10 settembre 2008

Ieri sera ho visto uno spettacolo bellissimo. Succede così raramente, ormai, di vedere qualcosa di veramente significativo. Qualcosa che ti faccia dire: Ecco, sì! Il teatro è vivo, il teatro è ancora qualcosa che davvero parla di noi, dei nostri sentimenti, dei sogni, delle nostre paure! Qualcosa che ci commuove e ci fa sentire che ancora non tutto è perduto.

NEVA è lo spettacolo di esordio della compagnia cilena Teatro en el blanco, nata nel 2004. Composta dal regista-autore Guillermo Calderòn e da tre generosi e straordinari attori: Tirnidad Gonzales (nella foto a sin), Paula Zuniga e Jorge Becker (ai lati nella foto in basso). Racconta la storia di Olga Knipper, la moglie di Anton Checov. Sei mesi dopo la morte del marito, vittima della tubercolosi, si allontana per una settimana dal Teatro d’Arte di Mosca, dov’è prima attrice, per provare in un teatro di San Pietroburgo.

Arriva in città in mezzo alla turbolenza rivoluzionaria dell’inverno del 1905. Proprio in quel giorno, le truppe zariste hanno represso selvaggiamente una massiccia manifestazione e hanno ucciso centinaia di persone nella fatidica giornata che in seguito sarà chiamata “ La domenica di Sangue”. Mentre Olga aspetta che arrivi il resto del cast racconta agli altri due attori presenti (gli unici che arriveranno) della suo terribile senso di colpa per aver vissuto lontano da Anton durante la sua malattia. Colpa che la paralizza al punto di impedirle di recitare. Chiede ai due attori che sono con lei di provare a recitare la morte di Checov. L’infruttuoso sforzo diventa lo spunto per discussioni sul teatro, la politica e soprattutto sull’amore. Tuttavia, quanto si può e si deve parlare dell’amore e del teatro in un momento storico come quello?

Neva (il nome del fiume principale di San Pietroburgo) parla di noi. Si interroga sul teatro, sulla sua necessità. Sulla sua relazione con la società. Ed è la prova concreta che per fare il teatro non c'è bisogno di molto. Oddio, tre attori straordinari e un testo ben scritto e sorretto da una urgenza autentica non sono certo poco! Oltre a una regia intensa e "invisibile". Poetico, struggente. Bellissimo, da non perdere assolutamente! Lo spettacolo sarà a Roma al Teatro India nei prossimi giorni e poi a Napoli.

Muchas gracias a Trinidad, Paula, Jorge e Guillermo! Per le emozioni e per la bellissima serata dopo lo spettacolo. Sono sicuro che è l'inizio di una amicizia e di una collaborazione. Cuidense y que le vaya bien!

 Post del primo luglio 2023. Il tempo passa. Olivia, che non era neppure un pensiero, ha già cinque anni.