01 luglio 2023

 Post del primo luglio 2023.

Il tempo passa. Olivia, che non era neppure un pensiero, ha già cinque anni.


16 dicembre 2017

Un post dopo sette anni per mantenere vivo questo vecchio blog... Il tempo sul web si muove a balzi.

06 dicembre 2010

E' stato magnifico. Non ho ancora le parole per descrivere il fiume di emozioni del corso di Trets di questi giorni. Ringrazio tutti, dalla prima all'ultima delle persone che ho incontrato. E anche quelle che non ho incontrato ma che hanno contribuito a rendere possibile questa esperienza. Ma la gratitudine più grande va a Sensei, Daisaku Ikeda, meraviglioso maestro di vita.

18 novembre 2010


Dal testo alla scena,

andata e ritorno.

Workshop di analisi attiva del testo

condotto da Stefano de Luca


La capacità di “leggere” un testo teatrale è uno dei fondamenti del lavoro dell'attore. Sia che si reciti un canovaccio di poche righe nello stile della commedia dell'arte sia che si lavori sui grandi autori come Shakespeare o Cechov è necessario per l'attore padroneggiare alcuni strumenti di analisi che gli permettano di accedere al serbatoio di creatività e di energia che il testo contiene.

Stefano de Luca propone all'attore un lavoro “circolare” di analisi volto a sviluppare un rapporto veramente creativo e dinamico tra testo e scena.

Attraverso un percorso di esercizi di analisi e di improvvisazioni l'attore accumula esperienza scenica su circostanze, personaggio e relazioni così che fin dalla prima lettura il testo sia percepito come stimolo e nutrimento dell'azione scenica.


Stefano de Luca Allievo di Giorgio Strehler alla scuola di Teatro del Piccolo. E’ stato assistente di Strehler in numerosi spettacoli, tra cui: “Arlecchino, servitore di due padroni”, “L’anima buona di Sezuan”, “L’eccezione e la regola”, “La grande magia”, “L’isola degli schiavi”. Ha messo in scena oltre venti spettacoli in diversi paesi europei. Tra questi, al Piccolo Teatro di Milano: “Pinocchio”, da Collodi; “Il piccolo principe” da A. de Saint Exupery; “La barca dei comici”, da Goldoni; “Darwin tra le nuvole”, di Giorello, de Luca; al Radnoti Szinhaz di Budapest: “Questi fantasmi” di De Filippo, “Enrico IV” di Pirandello; all’Olimpico di Vicenza: “Oreste” di Alfieri; al Wilhelma Theatre di Stoccarda: “Baal” di Brecht, “Tre sorelle” di Cechov. Ha insegnato recitazione e regia presso le accademie di Mosca, Budapest, Stoccarda, Shangai e del Teatro alla Scala di Milano. Ha tenuto corsi di commedia dell’arte presso le università di Berkeley e UCLA, California e al GITIS di Mosca. L'ultimo suo spettacolo è gl'Innamorati di Carlo Goldoni, messo in scena al Teatro MALY di Mosca.


24 agosto 2010

Aquilino: APPUNTI SUL FAUNO: Il libro comincia così: “Albino guidava attento verso casa. Voleva mantenersi vigile per evitare guai con i distratti e con gli avventurieri del sorpasso. Lui era un mite, al volante; ma gli altri erano pirati.”
Albino è attento, vigile, mite.
Gli altri sono distratti, avventurieri, pirati.
Il libro è la storia di un’emancipazione. Albino si libera anzitutto di se stesso, dell’immagine fasulla di uomo di successo, agiato, rispettato, scoprendo che i valori in cui crede la maggioranza della gente non sono per niente valori, ma strutture labili che non assicurano serenità e felicità.
Si libera dei rapporti fasulli, quelli con la fidanzata Lucilla e con i suoi amici goderecci e superficiali, perbenisti e ipocriti. Si libera di una fede che sente estranea. Ma tutto questo senza fare battaglie e nemmeno polemiche. Lui non farà altro che stabilire nuove relazioni. Inaccettabili, però.

Albino non si lascia alle spalle la propria storia per sentirsi poi svuotato e annichilito. Anzi, scopre nuovi modi di essere. Entra in sintonia con la natura, attraverso la cura del giardino, e con la storia universale che non si cura di presente/passato/futuro, ma che coagula sempre tutto in un presente eterno. Le antiche dee greche sono vive e attuali e sono magistrae vitae. Grazie a loro, Albino prende le distanze dalle piccole miserie quotidiane dell’ambiente sociale e si apre a dimensioni di più ampio respiro.

Da leggere assolutamente, il nuovo romanzo di Aquilino: "Un fauno in legnaia"!

02 agosto 2010

Siamo ad agosto. Interi mesi di lavoro sono passati in fretta, senza che ci fosse il tempo di lasciarne traccia nel blog. Eppure quante cose ho fatto e quante persone incontrato. Guardo la foto dell'Arlecchino in piazza San Marco a Venezia e mi sembrano passati secoli. Intanto il Don Giovanni non solo ha debuttato nella stagione invernale e proseguito in tournée, ma anche aperto il Festival "COMO CITTA' DELLA MUSICA" lo scorso luglio. Il Darwin ha concluso le sue recite in italia, dopo le trasferte in Portogallo e in Russia. E soprattutto ho realizzato gl'Innamorati di Goldoni a Mosca, al MALY TEATR. Lo spettacolo ha avuto un'ottima accoglienza e sarà nel repertorio del teatro a partire da ottobre. E ora? Un poco di riposo ma poi subito al lavoro con LUPUSAGNUS. Ci aspetta il completamento della trilogia della famiglia con CANICANI.


15 febbraio 2010

Qui sono in Piazza San Marco a Venezia. Abbiamo recitato un montaggio dell'Arlecchino davanti a 20mila persone! Sono i puntini alle mie spalle nella foto... Ora sono a Mosca a lavorare agli Innamorati! Posterò delle foto nei prossimi giorni se riesco a procurarmi una connessione decente! Dasvidanie!

13 gennaio 2010

Domani alle 19 anteprima del DON GIOVANNI di Mozart al Teatro Gassman di Gallarate. La prima sarà invece sabato 16 gennaio alle ore 21.
Qui sotto il calendario delle recite successive:

29 gennaio LECCO - Teatro Sociale (ore 20.30)
20 febbraio MONTICHIARI - Teatro Sociale Bonoris (ore 21.00)
14 e 16 marzo STRADELLA - Teatro Sociale (ore 21.00)
27 marzo MONZA - Teatro Manzoni (ore 21.00)
10 e 11 giugno ROMA - Teatro Sistina (ore 21.00)
Sono ancora previste rappresentazioni a Campione d'Italia e al Como Festival di Villa Olmo in data da definire.

04 gennaio 2010

Sto lavorando febbrilmente al Don Giovanni di Mozart che debutterà il 16 gennaio al Teatro Gassman di Gallarate. Pochissimo tempo per aggiornare sito e blog. Mi accontento di postare un bozzetto delle scene (di Leila Fteita) e le note di regia che saranno pubblicate sul libretto di sala.

Don Giovanni è un lampo, che per un attimo squarcia le tenebre del palcoscenico -e dell'esistenza-. E' la vita, che brilla intensissima nel buio e poi subito si spegne. E' gioco, nel senso più alto e insieme più terreno. E' leggerezza e volgarità. Dionisiaco e Apollineo. Terra e cielo. Veli evanescenti e assi di palcoscenico. Un velo di cipria, un foglio di carta velina nel vento. O forse era una foglia, quella che ho visto passare? O l'immagine di un viso di donna sfumato dal ricordo di mille altre, diverse, ma sempre la stessa ?

Sulla scena immagino grandi tende, come di finestra spalancata di colpo dal vento, perché inizia un temporale estivo. Sipari leggeri che coprono e rivelano insieme. Che scorrono rapidi e attraversano lo spazio rapidi come fantasmi, come nuvole di tenebra e di sangue.

Un Don Giovanni che sia proprio come un temporale estivo. Improvviso, inatteso, eccessivo. Che arriva svelto, sconvolge e scompare lasciando addosso un brivido. Come una passione, un innamoramento che sconvolge e lascia poi svuotati.

Immagino ombre che si inseguono, si ingrandiscono e si deformano sul sipario, al lume di candelabri tenuti da servitori smarriti. Un carosello di ombre di corpi, uomini e donne, che si abbracciano in amplessi o si contorcono come fossero divorati dalle fiamme.

Immagino il nostro Don Giovanni come il protagonista di un gioco spiccatamente, dichiaratamente, ostentatamente teatrale. Giovane affascinante antieroe, tutto preso da sé stesso e da questo gioco scenico fatto di nulla che è la vita; in cui il travestimento, la rappresentazione di se stessi come vittime o come persecutori, come seduttori o sedotti, sia impudicamente ostentata. Recitata.

Un giovane Don Giovanni e un Don Giovanni fatto di giovani. Un Don Giovanni divertito e spero divertente, ma anche inesperto e persino impacciato -a tratti- nei suoi tentativi di seduzione. Persino infantile, a volte, nella sua semplicità. E in cui la relazione con il compagno di giochi Leporello riprenda ritmi, dinamiche e schemi corporei che affondano le loro radici nella vivace tradizione dei comici dell’Arte.

Così lavoreremo insieme a questi giovani, straordinari protagonisti: provando ad accostarci all'assoluto del Don Giovanni di Mozart e Da Ponte, con l'atteggiamento di stupore di bambini che -giocando- sfiorano il mistero.

Stefano de Luca

16 dicembre 2009


Ho collaborato con Alessandro Cecchi Paone per organizzare questo evento straordinario. Science for Peace Live, una maratona teatrale di sei ore al Teatro Studio di Milano. Nel video una carrellata dei partecipanti. Oltre a presentare alcune scene del nostro "Darwin tra le nuvole" ho curato la regia teatrale dell'evento. E' stata davvero una esperienza straordinaria sia per la qualità delle persone che ho avuto l'occasione di incontrare sia per la struttura stessa dell'evento che coordinava interventi live, dirette via web, musica, teatro, spezzoni di film, interviste, in un continuum durato oltre sei ore. Grazie ad Alessandro Cecchi Paone per la bella esperienza!

09 settembre 2009

Dal primo di settembre stiamo lavorando alla finalizzazione della messinscena di Verginella che debutterà il prossimo novembre al Teatro Filodrammatici di Milano. A mio parere il lavoro procede bene, anche se il tema scottante del testo ci pone di fronte alla difficoltà di immaginare e poi rappresentare situazioni estreme e dolorose. Eppure la sensazione è quella di stare facendo la cosa giusta e di essere sulla buona strada. Proseguiamo il lavoro fino al venti settembre e poi sospendiamo per un mese circa. A seguire c'è il Darwin che va in tournée a Mosca e poi a Lisbona. Argomento di un prossimo post.

20 aprile 2009

Inizia il primo periodo di prove per l'allestimento di VERGINELLA di Aquilino, il nuovo spettacolo di LUPUSAGNUS. Verginella costituisce il secondo tassello di una trilogia sulla famiglia, iniziata in questa stagione con la messa in scena di “Mamma mammazza” e che si concluderà nel 2010 con l'antimusical “Canicani”.
La poetica di Lupusagnus ci porta naturalmente ad affrontare e approfondire tematiche legate alla violenza e all'emarginazione. Sentiamo la necessità di una riflessione che ci spinga a superare la semplice reazione emotiva davanti all'efferatezza del mostro di turno. Una riflessione in forma teatrale che si interroghi sulle complesse dinamiche di potere e di sopraffazione che si annidano nelle relazioni umane e sociali, persino all'interno della famiglia. 
Da dove nasce questa violenza? Come comprendere senza giustificare? In che modo questa storia parla di noi, della nostre psiche, della nostra società?
Le prove si svolgeranno presso Il PIM Spazio Scenico di Milano, col quale speriamo di inaugurare una lunga e proficua collaborazione. A loro un sentito ringraziamento.

31 marzo 2009

 
Qualche foto di "Mal d'Amore". Piccolo spettacolo di Commedia dell'Arte presentato al Circolo Filologico e per le strade del centro di Milano. Con Giorgio Bongiovanni, Annamaria Rossano, Stefano Guizzi, Sara Zoia, Camilla Semino Favro, Giorgio Minneci. Regia di Stefano de Luca

27 gennaio 2009

Ecco i miei baldi esploratori nella prima foto del Darwin tra le nuvole. Sono, da sin. Andrea Germani, Silvia Pernarella, Andrea Luini, Clio Cipolletta e Gabriele Falsetta. Tra dieci giorni debutto ufficiale al Teatro Studio. Oggi ultimo giorno in sala prove, abbiamo cominciato il due gennaio.  Il tempo vola e considerando che ho anche scritto il testo posso considerarmi soddisfatto del lavoro fino a questo punto. Adesso però arriva la sfida più grande prima di quella -giornaliera- del pubblico, e cioè passare al palcoscenico. Vi dirò nei prossimi giorni di questo momento, sempre emozionante. Mi ricorda di quando con mio padre andavamo a far volare per la prima volta i modelli di aeroplani di balsa e carta che costruivamo e che erano rimasti a lungo sul tavolo da lavoro, al sicuro. Reggerà? Ma volerà davvero? - pensavo. Volavano, quasi sempre :)
La bella foto è di Attilio Marasco.

18 gennaio 2009

Dal debutto di Mammazza al Ringhiera sembrano passati secoli. Appena finite le recite mi sono tuffato nella scrittura del copione di Darwin e poi nelle prove vere e proprie che sono cominciate il 2 gennaio. Inizio d'anno senza fiato! In un lampo siamo già al diciotto. Le prime due settimane sono andate via in un soffio. Scrivere un testo sugli attori e su un argomento così importante e delicato è una sfida nuova per me. Da mesi leggo libri e libri sull'evoluzione, sulle scimmie, sull'origine della vita e dell'uomo. Molto interessante e molto faticoso. Comunque lo spettacolo sta prendendo forma. Ho montato la struttura e ora si tratta di farla marciare. I ragazzi, anche loro stanchissimi perchè contemporaneamente recitano nel Sogno di Ronconi, si stanno impegnando molto. E sono sicuro che faranno bene. Conto di pubblicare presto qualche foto delle prove e dei materiali di lavoro. Tempo permettendo. Intanto seguo inorridito le vicende israelo-palestinesi. L'osceno silenzio dei media sui massacri quotidiani, il ributtante balletto dei politicanti italioti. Meglio le scimmie, molto meglio!

15 dicembre 2008


Questo bel montaggio video sul Laboratorio Anteprima di MAMMA MAMMAZZA è stato realizzato da Rossana Barbati
Grazie a Rossana e grazie ancora a tutti quelli che hanno partecipato e collaborato al lavoro! 
Per saperne di più sul laboratorio visitate il sito di LUPUSAGNUS cliccando QUI!

12 dicembre 2008

Le recensioni di Mammazza cominciano a diventare tante. Ho quindi aggiornato la pagina del sito WWW.LUPUSAGNUS.COM dove trovate tutte le recensioni da consultare e scaricare in formato pdf
In particolare voglio citare il titolo dell'articolo di Luca Vido de "Il Giorno": 

"La famiglia-incubo dei Lupusagnus è una vera sorpresa. "

Evviva. E grazie.

07 dicembre 2008

Altra recensione! Di Mauro Lupoli su Teatroteatro.it

Ecco l'incipit:
Mamma Mammazza è un lavoro che si potrebbe definire cattivo, ammesso che questo genere esista in teatro, che analizza la follia umana nel suo lato peggiore, si avvicina all'orrore ed induce ad una riflessione su vizi, perversioni, mostruosità  e intrinseche storture dei legami familiari. Le moderne statistiche hanno impiegato più di duemila anni per dimostrare il teorema dei tragici greci: ovvero, i peggiori delitti nascono sempre in famiglia. 



Il resto dell'articolo sul sito di TeatriTeatri.it
Un grazie a Mauro Lupoli e al sito!
Altro articolo. Di Roberto Borghi su IL GIORNALE:
Teatro «Mamma mammazza», quando la tv è il male
«Mamma mammazza» è un cabaret feroce, un reality truculento ambientato fra le mura domestiche, uno spettacolo in cui si ride di gusto, ma senza che la comicità attenui gli aspetti conturbanti del testo di Aquilino. La trama ha uno svolgimento tanto lineare quanto assurdo. Piero, un trentenne con turbe adolescenziali, esibisce in un parco pubblico le sue «vergogne di uomo» a una runner. La ragazza lo denuncia e si mette sulle sue tracce. Piero cerca rifugio nella propria casa, dove lo attende una madre simile nell’aspetto a Crudelia de Mon e nell’animo a Medea. A darle man forte c’è Chiara, la sorella di Piero, che lo consegna alla polizia. A punire il reo confesso sarà comunque la madre che lo ucciderà a colpi di martello. «Mamma mammazza» è una farsa efficace sul lato demoniaco dell’ambiente domestico: il desiderio di protagonismo mediatico è il vero motore dell’azione. 
Roberto Borghi
Link alla pagina de Il Giornale

 Post del primo luglio 2023. Il tempo passa. Olivia, che non era neppure un pensiero, ha già cinque anni.